36 posti letto per la degenza, e 10 posti letto per la terapia intensiva. Aumenta la disponibilità di posti riservati ai pazienti COVID 19 presso l’Ospedale S. Giovanni di Dio di Crotone. Lo rivela un comunicato della Direzione generale, che, però, fa notare anche come "circa 300 dipendenti aziendali si trovino attualmente in regime di malattia". E che "con il dovuto rispetto per tutti coloro che legittimamente stanno usufruendo di un beneficio di legge, occorre tuttavia sottolineare l’anomalia del dato, stranamente coincidente con l’acuirsi dell’emergenza coronavirus".
Nella giornata di oggi, spiega la nota , è stato adottato "il piano aziendale per la gestione degli afflussi massivi dei pazienti Covid 19 presso l’Ospedale S. Giovanni di Dio. Il provvedimento ha consentito l’immediata disponibilità di ulteriori 20 posti letto destinati ai pazienti COVID 19, ubicati presso il reparto ospedaliero di Geriatria. Ulteriormente, è stato previsto l’allestimento di ulteriori 6 posti di terapia intensiva, ubicati presso 3 sale operatorie del nosocomio crotonese. Il totale dei posti letto destinati all’emergenza COVID 19 è, quindi, salito a 36 posti letto per la degenza, e 10 posti letto per la terapia intensiva. Al fine di garantire le condizioni di massima sicurezza rispetto alla diffusione del contagio, l’area dedicata al COVID 19 è stata isolata dalla restante parte dell’ospedale mediante la realizzazione di un setto divisorio, e la previsione di due ascensori dedicati esclusivamente al trasporto dei pazienti COVID 19 presso la Geriatria e presso il servizio di Radiologia per gli esami diagnostici di routine. In caso di necessità ulteriori, il deliberato ha già previsto la possibilità di utilizzazione, in via d’emergenza, del reparto di Malattie Infettive quale area di degenza (10 posti letto), e dell’UTIC quale area di terapia intensiva (4 posti letto), previa valutazione clinica dei casi ivi ricoverati".
Dopo aver sentito i sindacati, inoltre, l'Asp di Crotone "ha determinato di procedere all’adozione delle seguenti misure, volte a favorire le condizioni di lavoro di tutti i dipendenti aziendali coinvolti nelle attività sanitarie del reparto:
-
tendenziale limitazione dell’orario di lavoro del personale infermieristico e degli Operatori Sanitari a massimo 3 ore per turno, con utilizzo delle ore residue presso il reparto di Malattie Infettive;
-
introduzione di un sistema di incentivazione economica per tutto il personale coinvolto nell’attività del reparto COVID 19, mediante il ricorso ai fondi contrattuali straordinari previsti per la dirigenza medica e per il comparto dal DL n. 18/2020, e mediante l’introduzione di un sistema di premialità nell’ambito della valutazione delle performances correlate alla retribuzione di risultato;
-
Realizzazione di percorsi sanitari finalizzati alla massima mitigazione del rischio correlato all’infezione COVID 19.
Si è, inoltre, proceduto all’individuazione di una nuova figura di coordinatore infermieristico assegnato al reparto COVID 19, al fine di garantire l’efficientamento dei sistemi di gestione del personale medesimo e la tempestiva segnalazione e risoluzione di problematiche insorgenti dalla prassi sanitaria".
"Preme sottolineare - conclude la nota - che le misure appena evidenziate potranno compiutamente realizzarsi solo attraverso la fattiva collaborazione di tutto il personale dipendente aziendale. La precisazione non è meramente retorica, poiché dai reports forniti a questa Direzione Strategica dall’Ufficio Gestione Risorse Umane è emerso che circa 300 dipendenti aziendali si trovano attualmente in regime di malattia. Con il dovuto rispetto per tutti coloro che legittimamente stanno usufruendo di un beneficio di legge, occorre tuttavia sottolineare l’anomalia del dato, stranamente coincidente con l’acuirsi dell’emergenza coronavirus".
