Coronavirus, necessario rintracciare gli asintomatici con tamponi a tappeto (VIDEO)

A poco meno di un mese dalla diffusione del coronavirus in Italia due cose dovrebbero essere ormai chiare, e cioè che in assenza di terapia farmacologica la strategia del contenimento e la tracciatura degli asintomatici e dei loro contatti sono le uniche terapie possibili. Del resto, si tratta delle stesse priorità ribadite un paio di giorni fa dal gruppo di consulenza per i rischi infettivi dell'Organizzazione mondiale dalla sanità. E che la limitazione del contagio sia l'unico obiettivo possibile lo dimostra anche lo studio di nove pagine pubblicato martedì sulla rivista scientifica Science, che giunge ad una conclusione che mette i brividi a tutti: in Cina, quasi l'80% dei contagi accertati è stato provocato da persone asintomatiche, e dunque positive ma sane, ovvero, che nemmeno presentavano i classici sintomi parainfluienzali. Numeri che sono stati rilevati nelle prime settimane dell'anno, quando ancora il virus circolava liberamente.
Nel rapporto si legge che prima del 23 gennaio si stima che le infezioni non documentate fossero l'86% e che a causa di questo dato le infezioni non tracciate sono state causa del 79% dei casi documentati. Ecco spiegata la rapida diffusione geografica del virus, che ha ormai occupato tutto il mappamondo, ed anche i motivi per i quali la lotta contro di esso sia particolarmente impegnativa e che costringono tuttora vaste zone della Cina a vivere recluse. Secondo i ricercatori, la percentuale di casi non documentati ma infettivi è una caratteristica epidemiologica critica perché le infezioni non documentate sono spesso lievi, e quindi passano inosservate.
Dunque, sarebbe necessario effettuare un'operazione a tappeto di somministrazione dei tamponi, sul modello di quella avviata in Veneto, ed andrebbero ricostruiti i contatti di una persona infetta, che dovrebbero subito essere messi in quarantena. Secondo il modello matematico usato dai ricercatori, se il contenimento e la traccia dei contatti fossero partiti subito a Wuhan la trasmissione del virus da persone positive non individuate si sarebbe abbassata del 66%. Questa è dunque l'unica direzione per abbassare il tasso di contagio da 2,5-3, come avviene nell'influenza, ad 1, cioè un positivo contagia al massimo una sola persona. In Cina, nel periodo successivo alle prime restrizioni il ritardo nella segnalazione dei contagi è sceso da 10 a 6 giorni e la velocità di trasmissione si è ridotta.
Riassumendo: la forza dell'infezione da coronavirus è aumentata grazie ai positivi asintomatici, e l'intensificazione dei controlli ha ridotto il numero dei casi fantasma. E questo ha finito col ridurre il numero totale dei casi documentati e la diffusione complessiva del virus. Il che è poi anche la stessa conclusione alla quale sono giunti diversi ricercatori italiani, e cioè che un aumento radicale dei positivi asintomatici, coloro che hanno contratto il virus senza saperlo e senza avvertire alcun fastidio, è decisivo per controllare completamente l'epidemia.