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Il caso Tamborrino a "Chi l'ha visto": dubbi ed interrogativi da parte di legali e famigliari

Il caso Tamborrino a "Chi l'ha visto": dubbi ed interrogativi da parte di legali e famigliari
«C'è qualcosa che non quadra in Italia, perchè ogni tanto una giovane donna casca giù. Martina Rossi che casca giù dal balcone con questi che l'inseguivano: dicono che si è buttata giù. Sestina, a Ronciglione, col compagno che dice che è caduta dalle scale. E pure la loro figlia, che era un'avvocatessa, tra l'altro molto bella, ad un certo punto casca giù dal balcone del compagno dopo una lite. Giustamente loro vogliono capire cos'è successo, e non crediamo al suicidio». Ha introdotto così l'argomento la giornalista e presentatrice di “Chi l'ha visto” - nota trasmissione di Rai3 – in merito alla vicenda dell'avvocatessa crotonese Mariella Tamborrino, volata dal quinto piano di un palazzo a Crotone l'1 settembre del 2012. Presenti negli studi televisivi, i genitori della ragazza – Luigina ed Antonio Tamborrino - insieme agli avvocati di parte civile Francesco Laratta e Roberta Succi. Qualche settimana fa l'inviata della trasmissione, la giornalista Claudia Aldi, è stata a Crotone proprio per realizzare un servizio su questa vicenda, considerato che lo scorso 25 febbraio il Gup del Tribunale pitagorico Abigail Mellace ha depositato le motivazioni per il non luogo a procedere nei confronti di Michele Cavallo, ex compagno della Tamborrino – presente con lei la sera della tragedia – per il quale era stata formulata l’accusa di omicidio volontario, istigazione al suicidio, lesioni, violenza privata e sequestro di persona. Il servizio ha ricostruito gli spostamenti della Tamborrino in quel giorno, gli incontri con Cavallo, fino all'arrivo in casa di quest'ultimo. Sono emersi dubbi ed interrogativi da parte dei legali, su alcune circostanze relative a quanto accaduto in quelle quattro mura al quinto piano di un palazzo di via Santa Croce. Dai sandali dell'avvocatessa con i cinturini tagliati presenti in casa, la preparazione con cura per uscire in serata da parte sua, la testimonianza di un testimone che ha sentito i due discutere, «dice aver sentito come di un corpo trascinato, come “un sacco di patate”, di un tacchettio, ma lo posiziona prima della lite. Dunque, riteniamo che Mariella avesse i sandali ai piedi, poi abbiamo una lite “furibonda”, abbiamo queste parole, a dire del testimone, “irripetibili”, abbiamo questo trascinamento “come se fosse un sacco di patate”, e alla fine abbiamo il tonfo»: sono le dichiarazioni dell'avvocato Francesco Laratta nel servizio, e che evidenziano alcuni elementi interrogativi sulla vicenda. «Vorremmo – ha dichiarato – ed è quanto auspichiamo dalla Corte d'Appello di Catanzaro (visto che la Procura della Repubblica di Crotone ha depositato il ricorso in Appello n.d.r.) che ci dicano che possiamo, a distanza di otto anni, andare a fare un processo in Corte d'Assise. Ci crediamo fermamente, i genitori ed il fratello ci metterebbero la mano sul fuoco: Mariella non si è suicidata».

La Redazione