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Dal Mibact 30 milioni a fondo perduto per interventi nei Borghi storici del Sud

Dal Mibact 30 milioni a fondo perduto per interventi nei Borghi storici del Sud
Trenta milioni di euro per il recupero e la valorizzazione dei Borghi storici del Sud. Un tesoretto – a fondo perduto - che il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo mette a disposizione dei piccoli comuni per restaurare edifici storici, recuperare spazi urbani, sostenere progetti innovativi di sviluppo turistico. Mettere in piedi, in pratica, iniziative o percorsi che migliorino occupazione ed attrattività di comuni che, spesso, sono a fortissimo rischio spopolamento. Il bando – la cui scadenza è fissata al 13 aprile 2020 – è dunque riservato a progetti di “riqualificazione e valorizzazione turistico-culturale dei Comuni delle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia”. 20 milioni sono destinati ai Comuni con popolazione fino a 5mila abitanti; gli altri 10 milioni ai Comuni fino a 10.000 che abbiano individuato il centro storico quale ZTO, ovvero zona territoriale omogenea. Il finanziamento, che non è cumulabile con altri finanziamenti pubblici, nazionali, regionali o comunitari, è un contributo a fondo perduto, pari al 100% delle spese ammissibili, fino ad 1 milione di euro per ciascun beneficiario. Dal recupero di immobili e spazi pubblici alla realizzazione di percorsi che connettono luoghi di interesse turistico e culturale; dai servizi di informazione e comunicazione per l'accoglienza ai turisti alla valorizzazione di saperi e tecniche artigianali locali, fino al miglioramento dell’accessibilità e della mobilità nei territori, il bando finanzia tutta una serie di progetti che possano rendere i borghi più attrattivi, a valorizzarne le caratteristiche più peculiari ed identitarie, ad attivare processi di crescita socio economica che accrescano l’occupazione e la formazione. Una boccata d'ossigeno, se ben gestita, per comuni che nella maggior parte dei casi sono alle prese con problemi di dissesto economico, oppure con introiti comunque troppo risicati per poter pensare ad investimenti che non riguardino le emergenze più immediate. Un'occasione per provare a fondare la rinascita dei centri più piccoli e caratteristici sulla Cultura...quella che si mangia.