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Inchiesta "Genesi": l'ex presidente Marco Petrini sotto torchio (VIDEO)

Inchiesta "Genesi": l'ex presidente Marco Petrini sotto torchio (VIDEO)
Due interrogatori in quattro giorni, dieci ore di colloqui. I magistrati della Procura di Salerno continuano gli interrogatori con l'ex presidente di sezione della Corte d'assise di Catanzaro, Marco Petrini, arrestato il 15 gennaio scorso per corruzione in atti giudiziari nell'ambito dell'inchiesta "Genesi" ed accusato di essere intervenuto per modificare, con assoluzioni o consistenti riduzioni di pena, sentenze penali di primo grado, o per modificare misure di prevenzione, sequestri patrimoniali o confische di beni in qualità di presidente provinciale della Commissione tributaria. Gli ultimi due interrogatori di Petrini si sono svolti martedì e sabato scorsi: il fatto stesso che siano durati così tanto fa ritenere che egli potrebbe aver parlato dei rapporti intrattenuti in questi anni con avvocati, colleghi e persone interessate ai processi in cui era parte in causa. Il giudice avrebbe ammesso di aver ricevuto denaro, beni ed altre utilità in cambio dei suoi interventi già negli interrogatori del 29 gennaio e del 5 febbraio scorsi, anche quelli durati molte ore, ed i verbali sono subito stati secretati. Che non potesse finire lì, Petrini lo sapeva benissimo: sa come funziona in questi casi, sa che quello che intercorre tra un interrogatorio ed un altro è un tempo indefinito, specie se trascorso in stato di privazione della libertà. E sa che i magistrati titolari dell'inchiesta, il procuratore reggente di Salerno, Luca Masini, ed il sostituto Vincenzo Senatore, non molleranno la presa. Chi ha visto uscire gli avvocati di Petrini, Agostino De Caro e Francesco Calderaro, dagli uffici giudiziari di Salerno li ha descritti accigliati ed affaticati. Da quel poco che è filtrato dai primi due interrogatori si è saputo che Petrini avrebbe ammesso le sue colpe, e dunque è verosimile che nei due interrogatori della settimana scorsa egli abbia continuato a rivelare dettagli importanti non solo del suo lavoro, e magari anche sulla veridicità delle affermazioni del collaboratore di giustizia vibonese Andrea Mantella, secondo il quale il giudice avrebbe fatto parte di una loggia massonica coperta, cioè, non ufficiale. Oltretutto, i magistrati salernitani avrebbero altre frecce al loro arco perché altre due figure chiave dell'inchiesta, ovvero il medico castrovillarese Emilio Mario Santoro, che in molti casi sarebbe stato il mediatore tra persone condannate e Petrini, e l'avvocato Francesco Saraco, coinvolto nell'aggiustamento di un processo che riguardava suo padre, starebbero collaborando con gli inquirenti. Anche i contenuti dei loro colloqui sono pieni di omissis.