Sanità: in Calabria 493 assunzioni nei prossimi due anni (VIDEO)

Dopo aver perso più di 3.300 operatori negli ultimi dieci anni, ovvero, nel periodo, che perdura, in cui il settore è stato commissariato la sanità calabrese prova a correre ai ripari, mettendo in conto poco meno di 500 assunzioni nei prossimi due anni. Ieri il commissario Cotticelli ha finalmente approvato, con proprio decreto, il programma operativo 2019-2021, vale a dire lo strumento di programmazione degli interventi di riorganizzazione, riqualificazione e potenziamento del settore, il quarto da quando la sanità calabrese non è retta dalla politica. Del resto, il programma operativo era uno degli impegni che la Calabria doveva onorare, come richiesto dal tavolo interministeriale di verifica e controllo sull'attuazione del piano di rientro: nei giorni scorsi il Tavolo Adduce aveva mosso alcuni rilievi e richiesto ulteriori integrazioni, apportate dalla struttura commissariale, in particolare per quel che riguarda la mancata sottoposizione dello strumento di programmazione agli altri ministeri interessati, perché esprimessero le loro valutazioni. Cotticelli ha spiegato di avere deciso così perché il programma operativo andava approvato rapidamente. Per ora, gli strumenti di programmazione sanitari hanno mancato gli obiettivi per cui erano stati predisposti, ossia il raggiungimento del pareggio di bilancio ed il raggiungimento di un valore di livelli essenziali di assistenza pari o superiore a 160. Non solo: gli indicatori economici e assistenziali sono in fase di regressione e le criticità sono immutate, dal deficit ai livelli di assistenza, ai numeri della mobilità passiva, a proposito dei quali c'è da dire che non fanno segnare flessioni. Sono poco meno di 54 mila all'anno i ricoveri di calabresi fuori regione, una percentuale che è pari a circa il 21% del totale, mentre il saldo finale del 2018, ultimo anno di cui si posseggono dati definitivi, ammonta a 286 milioni di euro, una palla al piede per i conti della Regione. Si parte soprattutto dalle province di Cosenza e Reggio Calabria, meno da Catanzaro, dove la percentuale dei ricoveri fuori regione scende dal 21 al 15%. Per il commissario, il completamento dei percorsi assistenziali e delle reti territoriali, ospedaliera e di specialità non potrà che produrre un miglioramento qualitativo che non potrà non ridurre il ricorso alla mobilità passiva. E tra i principali interventi c'è quello per incrementare il personale: fino al 2021 il programma operativo prevede di inserire 493 nuove unità, prevedendo un aumento del costo del personale di 13 milioni e 200 mila euro sia per il 2020 che per il 2021. Oltre alla già citata riorganizzazione della rete ospedaliera e assistenziale, altri punti cardine saranno: il rapporto coi fornitori privati e la gestione degli investimenti, a partire dalla costruzione dei tre nuovi ospedali della Sibaritide, di Vibo Valentia e della Piana di Gioia Tauro, per i quali è prevista una spesa di 438 milioni di euro.