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Operazione "Eyphemos": i dettagli nel servizio di Info Studio (VIDEO)

Operazione "Eyphemos": i dettagli nel servizio di Info Studio (VIDEO)
Il consigliere regionale di Fratelli d'Italia, Domenico Creazzo, eletto nelle elezioni del 26 gennaio scorso e sindaco di Sant'Eufemia d'Aspromonte, è tra le 65 persone arrestate dalla Polizia nell'ambito di un'operazione contro la ndrangheta denominata "Eyphemos", coordinata dalla Procura antimafia di Reggio Calabria, che ha visto impegnati circa 600 poliziotti. Creazzo è agli arresti domiciliari. Le ordinanze di custodia cautelare riguardano boss, elementi di vertice e affiliati della cosca Alvaro di Sinopoli, una delle più potenti ndrine calabresi, legata alle tradizioni ma pure capace di radicarsi in Lombardia, di espandersi fino in Australia e di infiltrarsi nel tessuto socio-economico e negli apparati politici ed istituzionali. Dei 65 arrestati, 53 sono finiti in carcere, mentre per gli altri 12 sono stati disposti gli arresti domiciliari. Le persone coinvolte sono accusate, a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso, reati in materia di armi e di droga, estorsioni, favoreggiamento, violenza privata, voto di scambio e violazioni in materia elettorale, reati aggravati dal ricorso al metodo mafioso e dalla finalità di aver agevolato la ndrangheta. Numerose le perquisizioni, anche in alcuni centri del Centro (Ancona, Pesaro e Perugia) e del nord Italia (Milano, Bergamo, Novara, Lodi, Pavia). Domenico Creazzo era stato eletto con 8.033 voti, il più votato in Fratelli d'Italia: da 20 anni è arruolato nella Guardia di finanza ma è in aspettativa da otto anni, cioè da quando, nel 2012, venne eletto sindaco con una lista civica di centrosinistra. Dal 2014 al 2019 è stato vice presidente dell'ente Parco dell'Aspromonte, e poi ne è diventato presidente facente funzioni. L'accusa che gli viene mossa dal sostituto procuratore Stefano Musolino e dal procuratore aggiunto Gabriele Paci è di scambio elettorale politico-mafioso; secondo la Dda, durante la recente campagna elettorale per le elezioni regionali Creazzo, che dopo aver capito che non sarebbe stato candidato dal centrosinistra era passato al centrodestra, si è rivolto alla cosca Alvaro, dapprima attraverso il fratello Antonino, che aveva rapporti con Domenico Laurendi, al vertice della cosca di Sant'Eufemia d'Aspromonte, legata agli Alvaro, e poi anche direttamente. Il patto era di ottenere voti in cambio di favori ed utilità. I magistrati hanno chiesto l'autorizzazione a procedere anche per un parlamentare reggino: si tratta del senatore di Forza Italia, Marco Siclari, 42 anni, eletto nelle politiche del 2018 nel collegio di Reggio Calabria, molto vicino all'ex presidente del Parlamento europeo, Tajani, in passato pure consigliere comunale del Pdl a Roma e fratello del sindaco di Villa San Giovanni, Giovanni Siclari, che era stato arrestato il 18 dicembre scorso per corruzione e turbativa d'asta in un'altra operazione anti-ndrangheta. Anche per lui l'ipotesi di reato sarebbe quella di scambio elettorale politico-mafioso. Anche Siclari sarebbe entrato in contatto con Domenico Laurendi tramite l'ex consigliere provinciale reggino di Forza Italia, Giuseppe Galletta. Secondo gli inquirenti sarebbe stato il parlamentare calabrese ad intermediare per far trasferire a Messina una dipendente di Poste Italiane parente di un cognato degli Alvaro. Nell'operazione sono coinvolti il boss Cosimo Alvaro, 55 anni, in carcere dal 2011, ed il 90enne Francesco Cannizzaro, considerato uno dei patriarchi della ndrangheta. Dall'inchiesta è emerso che il clan Gallico di Palmi aveva commissionato alla cosca di Sant'Eufemia d'Aspromonte la fabbricazione di un ordigno esplosivo che doveva servire a distruggere la villa confiscata ai Gallico, che doveva diventare sede del commissariato di Polizia di Palmi.