«Lo scorso 18 febbraio ci siamo visti recapitare un nuovo atto attraverso il quale il Ministero, paventando letteralmente “danni incalcolabili ed irrimediabili al patrimonio archeologico” e prefigurando “catastrofiche” conseguenze laddove non si pervenga all’immediato smantellamento delle strutture ausiliarie, correggendo inspiegabilmente il tiro rispetto alla precedente impostazione processuale, chiede al Consiglio di Stato di inibire con immediatezza l’efficacia della sentenza favorevole ottenuta innanzi al TAR della Calabria». Lo comunica una nota del Crotone Calcio, a firma del suo legale - l'avvocato Sandro Cretella - comunicando che il Ministero per i Beni Culturali ha chiesto nuovamente lo smantellamento delle strutture della Tribuna e della Curva Sud, "sventato" con la sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale della Calabria, il quale sottolineato come le strutture insistano su un’area con vincolo indiretto, in quanto limitrofa a quella dove risiederebbero i reperti archeologici ed ha evidenziato il fatto che non esista documentazione che confuti anche parzialmente gli studi presentati dalla società a dimostrazione della mancata compromissione del sottosuolo. Nella sentenza si leggeva espressamente: «le strutture movibili (tribuna e spogliatoi), per come progettate e realizzate, non hanno compromesso il sottosuolo e relativi resti archeologici, pienamente rispettando le prescrizioni contenute nell’originaria concessione».
«Assistiamo - scrive il Crotone Calcio - all’ennesimo comportamento contraddittorio ed anomalo del MIBAC che, con rara insolenza, incurante dei pregressi insuccessi processuali e, lo si ripete, nella fase più delicata del campionato, pretende di inibire l’utilizzo dello stadio “Ezio Scida” di Crotone. Un accanimento senza eguali che induce la società ancora una volta a resistere, a mettere in campo tutte le proprie energie e, d’ora in poi, anche a porre in essere ogni azione in ogni competente sede rispetto a tale dubbio agire di un’amministrazione che, a questo punto, sta letteralmente agendo mediante “sviamento di potere”. Siamo certi che, ancora una volta, il Comune di Crotone si accosterà alla società concessionaria dello stadio per sventare l’ennesimo tentativo di arrecare quel “danno alla collettività” che già in passato i giudici amministrativi hanno posto a presidio delle proprie decisioni».
