Giustizia su Catanzaro: fari del Csm e della Corte Costituzionale (VIDEO)

Proprio mentre impazzano il dibattito sulla prescrizione, sulla quale il governo si è spaccato, anche se quasi nessuno crede che Renzi andrà davvero fino in fondo, e sulla riforma del processo penale una singola congiunzione astrale ha portato a Catanzaro sia la prima commissione del Consiglio superiore della magistratura, che ha terminato ieri il suo lavoro dopo due giorni di audizioni per capire se i veleni del palazzo di giustizia possano ulteriormente intossicare il distretto, travolto da scandali, arresti, liti e trasferimenti, sia alcuni componenti la Corte Costituzionale, che hanno aderito ad un'iniziativa dell'associazione nazionale magistrati. Per quanto riguarda la missione del Csm, che ha ascoltato i procuratori di Catanzaro, Gratteri, e di Vibo Valentia, Falvo, il presidente della Corte d'Appello, Introcaso, l'avvocato generale Beniamino Calabrese ed i giudici del tribunale del Riesame, alle prese con le centinaia di istanze di molte delle persone arrestate nell'ambito dell'inchiesta Rinascita-Scott, bocche cucite e tutti di filato in aeroporto senza rilasciare dichiarazione alcuna. Niente di niente. I colloqui sono stati secretati, per cui se la Commissione interverrà lo farà con precisi provvedimenti. Sicchè occorre attendere che le novità arrivino direttamente da Palazzo dei Marescialli, e non è detto che la ricognizione complessiva sulle condizioni ambientali cui si è accennato nella nota ufficiale sia stata ritenuta esaustiva dai membri togati e laici dell'organo di autogoverno dei giudici. Del resto, proprio la prima commissione è stata bruciata sul tempo dalla sezione disciplinare dello stesso Csm sul trasferimento a Torino dell'ex procuratore generale, Otello Lupacchini, ritenuto incompatibile a lavorare al fianco di Gratteri alla luce dell'evidente contrasto emerso con l'intervista rilasciata il giorno dopo il blitz contro le cosche vibonesi a pochi giorni da Natale sia dal ministro della giustizia, Bonafede, che dal procuratore generale della Cassazione, Salvi.
Piuttosto, ieri presso l'Auditorium Casalinuovo è stato proiettato il docufilm sull'incontro che sette giudici della Corte Costituzionale hanno avuto coi detenuti di sette carceri italiane, da Rebibbia a San Vittore, da Nisida a Sollicciano. Per la prima volta i giudici della Consulta sono entrati negli istituti di pena per vedere da vicino come vivono i reclusi, per verificarne le difficoltà logistiche e soprattutto umane. E la neo presidente della Corte Costituzionale, Marta Cartabia, ha sottolineato proprio che anche in carcere c'è spazio per l'umanità, e che è indispensabile fare un passo oltre i muri che ciascuno eleva dentro di sé e verso gli altri per scoprire qualcosa di inedito e di imprevedibile. Ma il dente duole, ed il presidente dell'associazione nazionale magistrati, Luca Poniz, che nel giugno scorso è succeduto a Pasquale Grasso, afferma che i contemporanei eventi di Catanzaro testimoniano l'attenzione nei confronti delle difficoltà del distretto. Secondo Poniz, la stessa indagine che ha portato all'arresto del presidente di sezione della Corte d'Appello, Marco Petrini, rappresenta la conferma che se il corpo della magistratura soffre è pur vero che, nel suo complesso, esso è integro e non ha timore di affrontare un caso doloroso come quello emerso a Catanzaro.