Cresce l'angoscia per la sorte di Davide e Massimiliano Mirabello, i due fratelli scomparsi domenica pomeriggio da Dolianova, piccolo centro in provincia di Cagliari. Originari di San Gregorio d’Ippona, i fratelli si erano trasferiti in Sardegna, prima Massimiliano - nove anni fa - e poi da un paio d'anni anche Davide.
Il quadro è reso sempre meno rassicurante dal ritrovamento della Polo su cui Davide e Massimiliano si erano allontanati: l'auto è stata ritrovata bruciata, e a poca distanza sono state individuate anche della macchie di sangue (che non si sa ancora a chi appartenga) ed un maglione. Continuano senza sosta, dunque, le ricerche di Davide e Massimiliano (40 e 36 anni) ad opera dei carabinieri di Cagliari e dei militari dello Squadrone Cacciatori Sardegna, dei vigili del fuoco e degli uomini della Protezione civile: impiegati anche droni e cani molecolari. Anche se tutte le piste restano aperte, c’è il timore che i due fratelli possano essere vittime di lupara bianca.
Il primo a trasferirsi a Dolianova, nove anni fa, era stato Massimiliano che qui vive con la compagna e con due bambini di 13 e 4 anni. Circa due anni fa li aveva raggiunti anche Davide, che aveva lasciato il Vibonese per andare a vivere in un casolare poco distante da quello del fratello. Dalla ricostruzione delle ultime ore prima della scomparsa, è emerso che nel primo pomeriggio di domenica Davide, uscito di casa per andare a comprare le sigarette, è rientrato molto agitato e ha parlato con Massimiliano. Entrambi sono quindi usciti in fretta, tanto da non prendere il telefonino di Massimiliano, le sigarette e i giubbotti. In tutta fretta si sono, dunque, allontanati a bordo della Polo. Poi di loro si è persa ogni traccia. La compagna di Massimiliano ha provato più volte a contattare Davide, ma il telefonino risultava irraggiungibile.
Cresce l'angoscia per la sparizione dei fratelli Mirabello: si teme la lupara bianca
