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Catanzaro, Introcaso all'apertura dell'anno giudiziario: "Recuperare l'immagine della magistratura catanzarese"

Catanzaro, Introcaso all'apertura dell'anno giudiziario: "Recuperare l'immagine della magistratura catanzarese"
Stupore, dolore, inquietudine professionale e personale, ma anche serenità e fiducia assoluta nell’operato degli inquirenti. Così, il presidente della Corte d’Appello di Catanzaro, Domenico Introcaso, si riferisce ai fatti che hanno investito il palazzo di giustizia di Catanzaro, dallo scandalo che ha travolto il presidente della seconda sezione della Corte d’Appello, Marco Petrini, al trasferimento imposto pochi giorni fa dal Csm all’ex procuratore generale, Otello Lupacchini, per lo scontro tra lui ed il procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri. Era il momento più atteso del discorso in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2020, ed il riferimento del presidente ai recentissimi episodi che hanno gettato il distretto di Catanzaro nell’occhio del ciclone non si è fatto attendere, giungendo quasi all’esordio. Introcaso ha parlato di vulnus indelebile e dolorosissimo, ed ha detto che ora c’è l’esigenza di recuperare l’immagine della magistratura catanzarese, ma ha anche voluto sottolineare che ci sono magistrati che con serietà, sobrietà, impegno svolgono il loro lavoro quotidiano, fedeli al mandato costituzionale di essere gelosi custodi della giurisdizione e del processo. Secondo il presidente della Corte d’Appello di Catanzaro, le recenti indagini hanno delineato un quadro di negazione degli elementi fondanti dell’esercizio della giurisdizione, e dunque il rischio di perdere fiducia da parte dei cittadini va fugato attraverso il giudizio conseguente alla ricostruzione dei fatti. Umiltà, disponibilità al giudizio, coscienza di quello che siamo: parole pesate, la cui scelta è di certo costata anche fatica, ma va dato atto ad Introcaso di non aver eluso il problema, di non averlo affrontato senza affondare il bisturi. A Reggio Calabria, la cerimonia presso la scuola allievi carabinieri è stata interrotta a causa di un malore occorso al presidente della Corte d’Appello, Luciano Gerardis, che improvvisamente si è accasciato mentre stava leggendo la relazione: dopo i soccorsi, il magistrato è comunque apparso vigile, anche se per prudenza è stato necessario interrompere la cerimonia, e portarlo in ospedale per accertamenti. Nella parte della relazione che aveva letto, Gerardis aveva posto l’accento sui limiti strutturali e di organico che caratterizzano gli uffici giudiziari di Reggio Calabria. Il discorso è poi stato completato dal presidente della prima sezione della Corte d’appello, Roberto Lucisano.