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Archiviate le elezioni, si tratta per la Giunta regionale: via al toto-assessori

Archiviate le elezioni, si tratta per la Giunta regionale: via al toto-assessori
Quella della poltrona è una delle immagini iconiche più detestate della politica, ed il suo mantenimento ad ogni costo è ormai entrato di diritto nella dialettica dei fronti contrapposti, solo che si pensi a quello che è avvenuto dall’estate scorsa in poi. Ma la poltrona è anche l’umanissima ambizione di tutti coloro che si sono messi in gioco nelle elezioni regionali di domenica scorsa, ed è legittimo che vi siano aspirazioni ad occuparla in queste ore in cui le trattative per la formazione della nuova giunta regionale, benché appena iniziate, sono già bollenti. Anche perché le poltrone, cioè i ruoli di assessore, non sono molti, appena sette, due dei quali dovranno essere riservati alla rappresentanza di genere, e nei quattro partiti della maggioranza, ovvero, tra loro ma anche al loro interno, è già iniziata la sfida per occupare i posti di maggior rilievo, a partire dalla presidenza del Consiglio regionale e la vice presidenza della giunta. Il primo nodo, per Jole Santelli, è proprio quello dell’individuazione dei componenti della squadra di governo e dell’assegnazione delle deleghe. La nuova giunta dovrebbe essere solo politica, ma l’inserimento di figure tecniche non si può del tutto escludere. Fino alla fine di questa settimana la Santelli si metterà all’ascolto, poi dall’inizio della prossima dovrebbe iniziare il lavoro di scrematura, che terrà conto degli equilibri dettati dai numeri delle elezioni, del peso specifico delle sei liste che hanno appoggiato la candidatura della neo-presidente ed anche dell’esigenza di accontentare i territori, che nella nostra regione è da sempre una delle vere imprese per chi si appresta ad amministrarla. Forza Italia, primo partito della coalizione e secondo in regione, aspira a due assessorati. Logico pensare ai più votati, Gianluca Gallo e Giovanni Arruzzolo, ma anche Mimmo Giannetta e Claudio Parente sono in corsa. La Lega insisterà per l’assessorato all’agricoltura, che Salvini ha apertamente richiesto nelle ultime due visite pre-elettorali ed al quale ambisce l’ex presidente di Coldiretti Calabria, Pietro Molinaro, e probabilmente la vice presidenza della giunta, contesa anche da Fratelli d’Italia, che però potrebbe accontentarsi della presidenza del Consiglio e di un assessorato di rilievo. In corsa Domenico Creazzo, Luca Morrone e Filippo Pietropaolo, che ha preso molti meno voti ma ha il vantaggio di essere vino a Wanda Ferro, la calabrese più vicina a Giorgia Meloni. Per l’Udc i dubbi invece sono pochi: nessuno dovrebbe fare ombra all’ex presidente del Consiglio regionale, Franco Talarico, mentre è più complesso il discorso per le altre due liste: chi è andato a dama, come Sinibaldo Esposito e Giuseppe Mattiani, pone la candidatura, ma anche chi, come Pino Gentile, non è riuscito a farcela può fare la voce grossa. Dall’alto dei suoi 7.800 voti.