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Gettonopoli a Catanzaro, verso le prime dimissioni: Guerriero e Celia chiedono che si torni alle urne

Gettonopoli a Catanzaro, verso le prime dimissioni: Guerriero e Celia chiedono che si torni alle urne
Un terremoto nel consiglio comunale di Catanzaro potrebbe essere molto, molto vicino. Si fa sempre più concreta, infatti, l'ipotesi di dimissioni da parte di alcuni consiglieri comunali. A scatenare una reazione che arriverebbe a pochi giorni dalle elezioni regionali è stata la nuova puntata della trasmissione di La7 "Non è l'arena", e la conseguente ondata di polemiche che ne sono derivate sul territorio. A chiedere di tornare alle urne, per esempio, è il consigliere comunale del Pd Fabio Guerriero. "Ieri sera - scrive in una nota - è andata in onda la spettacolarizzazione della inadeguatezza di una classe politica che ha fallito, da diversi punti di vista. E non mi riferisco agli eventi giudiziari che hanno coinvolto il Consiglio comunale, che impressionano e colpiscono tutti”. Il riferimento, dunque, non è tanto all'inchiesta, quanto all'assenza di prese di posizione da parte della politica. “Non è un avviso di garanzia a fare da spartiacque tra buoni e cattivi - scrive, infatti - abbiamo fiducia nell’operato della magistratura, i colleghi coinvolti nell’inchiesta riusciranno a chiarire la propria posizione. Ma questo non ci esime da una corale autocritica: quanti hanno assistito al susseguirsi di insinuazioni, sospetti, evidenti tentativi di giustificazione quanto accaduto senza mai mettere in discussione l’aspetto etico, non ottemperano al proprio dovere di rappresentanti della comunità che li ha eletti per dare voce ai propri bisogni e alle proprie istanze. Da mesi non svolgiamo il nostro ruolo di amministratori: il governo della città ci è sfuggito di mano. E il sindaco Abramo, il primo cittadino, invece di prendere posizione manda allo sbaraglio un giovane amministratore, dietro al quale si fa scudo".  L'appello, dunque, è a tutti i "colleghi ai colleghi dell’opposizione: che senso ha continuare a sedere in queste condizioni tra i banchi di un Consiglio svuotato delle proprie competenze e della soprattutto della propria credibilità? Che senso ha continuare a lottare contro i mulini a vento di un’amministrazione fantasma che tutto fa tranne che governare il Capoluogo? Da rappresentante in aula del Partito democratico mi chiedo, e chiedo, non sarebbe il caso di ‘resettare’ il programma e dare ai catanzaresi una valida alternativa a questa amministrazione? Se non ora, quando?”. Gli fa eco Fabio Celia (Fare per Catanzaro), che invita tutti gli altri suoi colleghi catanzaresi alle dimissioni. “È nostro dovere di consiglieri comunali lanciare un messaggio di trasparenza alla città di Catanzaro, a quei cittadini che hanno votato il nostro nome per essere rappresentati a Palazzo De Nobili. Per questo chiedo a tutti i miei colleghi in consiglio comunale di dare le dimissioni tutti insieme. Personalmente, sono certo della mia correttezza, che non può essere messa in discussione, e nel mio caso di questo si tratta, da gettoni di presenza per un totale di 200 euro. Mi pare ovvio dedurne le adeguate considerazioni e, comunque, spetterà ai magistrati appurare eventuali irregolarità e dovute responsabilità. Anche per quanto riguarda le posizioni dei miei colleghi, ognuno con la propria contestazione, dei quali ho massimo rispetto e per i quali si esprimeranno gli inquirenti. Di certo, tutti noi consiglieri comunali abbiamo il dovere di riconquistare la fiducia e la credibilità messe in discussione dalla trasmissione televisiva condotta da Giletti, che rispetto nel suo ruolo di giornalista, ma al quale contesto una superficiale analisi sull’argomento, che non può essere generalizzato ed associato a ben altri argomenti trattati. Persino tra noi consiglieri esistono enormi differenze sui fatti contestati, pertanto, per quanto sia nobile il servizio di informare gli italiani è altrettanto nobile raccontare loro la verità". Celia, insomma, non accetta che si metta tutto nello stesso calderone: "Un imprenditore come me è orgoglioso di aver fatto tutto questo e non ammette che qualcuno, confuso da un’informazione parziale dei fatti, possa mettere in discussione la credibilità. Potrei andare con orgoglio avanti nel ricoprire il ruolo di consigliere comunale, ma sono pronto a dimettermi assieme a tutti gli altri consiglieri, che invito pubblicamente alle dimissioni. È nostro dovere farlo e non singolarmente, tutti insieme, per dare un messaggio inequivocabile. Lo dobbiamo ai catanzaresi e lo dobbiamo a noi stessi”.