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Sanità, cinque reparti chiusi all'ospedale di Lamezia: sit-in di protesta al nosocomio (VIDEO)

Sanità, cinque reparti chiusi all'ospedale di Lamezia: sit-in di protesta al nosocomio (VIDEO)
Chirurgia, medicina, cardiologia, malattie infettive. Infine, pochi giorni fa, ginecologia. Ben cinque reparti chiusi, uno dopo l'altro, senza troppo clamore, senza quasi darne comunicazione. In pochissimi anni l'ospedale di Lamezia Terme è stato ridimensionato, depotenziato, svilito, ed i disagi a carico dell'utenza sono diventati sempre più pesanti, anche perché le dismissioni sono andate di pari passo con le carenze di personale. È quasi superfluo sottolineare che il lametino è un territorio vastissimo, densamente popolato, ed anche se è chiara l'intenzione di privilegiare le strutture di Catanzaro, che dista appena 30 chilometri, lo svuotamento della struttura lametina resta incomprensibile, al di là delle mere logiche economiche. Ieri, il coordinamento 19 marzo, che si batte contro la spoliazione del nosocomio, ha organizzato un sit-in di protesta per lanciare un nuovo grido d'allarme sullo stato generale dei servizi e dell'assistenza, al quale ha partecipato anche il sindaco, Paolo Mascaro. A Lamezia, dopo continue rassicurazioni sul livello dei servizi e sulle assunzioni, si respira aria di beffa. La commissaria dell'Asp, Franca Tancredi, cerca di tenere a freno la protesta assicurando impegno, ma occorrono risposte immediate che solo l'ufficio del commissario è deputato a fornire. E la cui assenza, come sempre, viene spiegata con la mancanza di sicurezza circa le coperture finanziarie, e dunque invocando l'impegno del governo. Tuttavia, la pazienza sembra essere arrivata al limite. E la marcia verso Catanzaro, per lanciare anche un messaggio alla politica a pochi giorni dalle elezioni, ora non è più un'ipotesi.