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Report: il comando provinciale dei Carabinieri di Reggio traccia il bilancio delle attività del 2019

Report: il comando provinciale dei Carabinieri di Reggio traccia il bilancio delle attività del 2019

Il Comando Provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria ha tracciato il bilancio dell’intenso lavoro effettuato nell'ultimo anno. Sul versante del contrasto alla violenza di genere, il comando ha attuato il protocollo operativo “Rete supporto anti violenza”. Questa rete di militari, per la quale sono state privilegiate militari di sesso femminile e/o comunque militari particolarmente sensibili al fenomeno della violenza di genere, ha approfondito e sviluppato la legge n°69 del 2019 cosiddetta “Codice Rosso”, attraverso la stesura di alcuni formulari e verbali al fine di essere tempestivi e completi in relazione al primo intervento e alla trattazione della comunicazione di notizia di reato da inviare all’Autorità Giudiziaria, nonché, ove si rendesse necessario, si interesseranno alla collocazione della vittima nel centro anti-violenza. Con l’istituzione di questa rete, ogni stazione dell’Arma può accogliere in maniera idonea chiunque abbia bisogno d’aiuto viste le apposite direttive per le quali, i Carabinieri attuano nell’approccio comunicativo e nel primo ascolto della vittima, soprattutto in relazione all’empatia emotiva necessaria per far esternare e precisare alla persona offesa di un grave delitto circostanze e dettagli sempre dolorosi da ricordare. Nell’occasione, il Comando Provinciale Carabinieri di Reggio Calabria, nel 2017, ha istituito con Soroptimist Italia, “Una stanza tutta per sé”, all’interno del Comando Gruppo Carabinieri di Locri, proprio per incentivare le fasce deboli a denunciare, in un “luogo sicuro, protetto, dove le vittime di violenza possono parlare senza paura di ogni loro preoccupazione”.

Nel 2019 controllate circa 261 mila persone e oltre 245 mila mezzi

L’Arma - come noto - garantisce un servizio di “pronto intervento” in grado di gestire le migliaia di chiamate pervenute nel 2019 al numero di emergenza 112, alle quali sono conseguiti interventi realizzati attraverso tutte le componenti operative dell’Arma dislocate sul territorio: dalle pattuglie delle Stazioni, alle Sezioni Radiomobili nonché ai militari delle A.P.I. (Aliquote Primo Intervento). Queste componenti sono anche chiamate a svolgere un delicato compito di prevenzione, attraverso un costante controllo del territorio e della circolazione stradale (nel 2019 sono state controllate circa 261 mila persone e oltre 245 mila mezzi); per questo ultimo aspetto sono state intensificate, come l’anno scorso, le verifiche nei fine settimana ed in prossimità di locali notturni, al fine di ridurre gli incidenti e il numero delle vittime della strada (le cosiddette “stragi del sabato sera”).

I numeri del comando provinciale reggino

Numeri eloquenti quelli dell’arma reggina: i Carabinieri, unico presidio di polizia sul 90% del territorio della provincia, procedono per il 76 % dei reati commessi. Nel settore del contrasto, altrettanto evidenti sono le percentuali dell’impegno sul territorio: quasi l’84% delle denunce a piede libero e oltre il 62 % degli arresti sono appannaggio dei reparti dell’Arma. Capillarità e prossimità costituiscono l’ “anima” dell’Arma, poiché garantiscono, al tempo stesso, sia una presenza effettiva, costante e percepibile al cittadino, con le sue 90 stazioni Carabinieri distribuite in tutto il territorio della provincia, sia strumento imprescindibile per il contrasto alla criminalità organizzata e alla ‘ndrangheta, infatti, con l’operazione “Isidoro” di qualche giorno fa, la stazione di San Luca ha denunciato ben 458 persone accusati di truffa aggravata in danno dell’Inps. Nel 2019, sono stati effettuati 308 arresti in flagranza di reato e 518 arresti su ordine dell’autorità giudiziaria nonché 4330 denunce a piede libero. Rinvenuti 146 fucili, 73 pistole, 5 bombe, oltre 14 mila proiettili ed oltre 1 tonnellata di materiale esplodente. In ambito patrimoniale, sono stati effettuati 25 sequestri per un complessivo di 300 milioni di euro e 8 confische per un totale di oltre 13,8 milioni di euro. Riguardo il contrasto alla coltivazione illegale della “cannabis” le operazioni di servizio hanno permesso di rinvenire 53 piantagioni di quasi 40 mila piante di droga, arrestare 25 persone in flagranza di reato e segnalarne 6 a piede libero.

Bunker, latitanti ed operazioni contro la criminalità

Grazie all’apporto dello Squadrone Eliportato Cacciatori Calabria, che lavora in stretta sinergia con l’Arma sul territorio reggino, sono stati rinvenuti 2 bunker in mirate operazioni di servizio nella provincia, che hanno portato all’arresto di 3 persone ed al deferimento in stato di libertà di 2 persone, nella la maggior parte dei casi appartenenti a cosche del posto. Inoltre, sono stati scovati 12 latitanti, tra cui 2 inseriti nella lista dei “pericolosi” (Strangio Francesco e Grasso Rosario) e 10 inseriti nella lista dei “comuni” (Pop Arnol Vasile, Di Marte Giuseppe, Ielo Francesco, Stilo Rocco, Agostino Alessandro, Italiano Domenico, Giorgi Sebastiano, Pasmac Mariel, Anastasti Patrick Thierry e Trefiletti Francesco). Nel contrasto alla criminalità organizzata significativi sono stati i risultati ottenuti con le indagini concluse: “Diana”, “Iceberg”, “Dominus”, “Camaleonte”, “A Ruota Libera”, “Selfie”, “Edera”, “Madre Natura”, “Pupi White City”, “Nikita”, “Altanum”, “Sex Home”, “Santavenere”, “Riscatto”, “Random”, “Fullones”, “Cattiva Strada”, “Green Day”, “Sequestro droga a Gioia Tauro”, “VIII Comandamento”, “Gattopardo”, “Isidoro” E “Cenide”.